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	<title>Flaviano Celaschi &#187; Giornale del Design</title>
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		<title>Il Giornale del Design</title>
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		<pubDate>Sat, 17 Nov 2007 13:35:47 +0000</pubDate>
		<dc:creator>admin</dc:creator>
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		<category><![CDATA[Giornale del Design]]></category>

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		<description><![CDATA[A partire dall&#8217;ottobre 2007, Celaschi fa parte del comitato redazionale de &#8220;Il Giornale del Design&#8221;, all&#8217;interno de &#8220;Il Giornale dell&#8217;Architettura&#8221;, mensile pubblicato da Umberto Allemandi &#38; C. e diretto dal prof. Carlo Olmo. Con cadenza regolare, pubblica brevi articoli che invitano a riflettere sui mutamenti del mondo del design contemporaneo, provando a fornire nuove chiavi [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img class="alignleft size-full wp-image-666" title="GdA_150" src="http://www.flavianocelaschi.it/wp-content/uploads/2010/11/GdA_150.jpg" alt="" width="92" height="130" />A partire dall&#8217;ottobre 2007, Celaschi fa parte del comitato redazionale de &#8220;Il Giornale del Design&#8221;, all&#8217;interno de &#8220;Il Giornale dell&#8217;Architettura&#8221;, mensile pubblicato da Umberto Allemandi &amp; C. e diretto dal prof. Carlo Olmo. Con cadenza regolare, pubblica brevi articoli che invitano a riflettere sui mutamenti del mondo del design contemporaneo, provando a fornire nuove chiavi interpretative dei fenomeni registrati. Tra i temi trattati: le professioni del design, i format degli eventi per celebrare il design, design e multimedia, design e comunicazione, design e arte, il design dell&#8217;&#8221;inutile&#8221;, design e retail, il design al tempo della crisi, design e formazione.</p>
<p>ISSN <span><span><span> 1721-5463</span></span></span></p>
<p><span id="more-665"></span></p>
<p>Elenco articoli, in ordine cronologico:</p>
<p>1) Celaschi F., <em>Le sfide informative. Cosa intendiamo per &#8220;professioni&#8221;. I nodi cruciali a cui Il Giornale del Design intende rispondere: economia, diritto, Stato, mercato, cultura, formazione</em>, in &#8220;Il Giornale del Design&#8221; (allegato a &#8220;Il Giornale dell&#8217;Architettura&#8221;), 55 (ottobre 2007), pp. 1-4.</p>
<p>2) Celaschi F., <em>Pubblicato il codice ADI aggiornato. Più paletti per il designer. Il codice designer/imprese, il Design Museum, il Design Council: segnali di strutturazione di un fenomeno sempre più ineffabile</em>, in &#8220;Il Giornale del Design&#8221; (allegato a &#8220;Il Giornale dell&#8217;Architettura&#8221;), 56 (novembre 2007), pp. 1-3.</p>
<p>3) Celaschi F., <em>Quale format per la capitale del design?</em>, in &#8220;Il Giornale del Design&#8221; (allegato a &#8220;Il Giornale dell&#8217;Architettura&#8221;), 58 (gennaio 2008), p. 2.</p>
<p>4) Celaschi F., De Marco A., <em>Design e multimedia. Il nuovo testamento</em>, in &#8220;Il Giornale del Design&#8221; (allegato a &#8220;Il Giornale dell&#8217;Architettura&#8221;), 60 (marzo 2008), pp. 1-2.</p>
<p>5) Celaschi F., Staszowski E., <em>Il caso della Stanford University, California. L&#8217;interfaccia che lega. Il contributo del design come fuoco delle nuove merci high tech</em>, in &#8220;Il Giornale del Design&#8221; (allegato a &#8220;Il Giornale dell&#8217;Architettura&#8221;), 60 (marzo 2008), p. 4.</p>
<p>6) Celaschi F., <em>Intervista a Linda Bulgheroni, amministratore delegato di Weber Shandwick</em>, in &#8220;Il Giornale del Design&#8221; (allegato a &#8220;Il Giornale dell&#8217;Architettura&#8221;), 62 (maggio 2008), p. 35.</p>
<p>7) Celaschi F., <em>Caudio Bitetti. La mia è ossessione per l&#8217;arte nel design. Arredi come alfabeti nella ricerca progettuale di un autonomo professionisra aostano che dagli anni novanta lavora utilizzando i codici dell&#8217;arte contemporanea</em>, in &#8220;Il Giornale del Design&#8221; (allegato a &#8220;Il Giornale dell&#8217;Architettura&#8221;),  63 (giugno 2008), p. 64.</p>
<p> <img src='http://www.flavianocelaschi.it/wp-includes/images/smilies/icon_cool.gif' alt='8)' class='wp-smiley' /> Celaschi F., <em>L&#8217;inutile indispensabile. Chi ha disegnato il castello pneumatico di alibaba.com? Il portale è specchio di un nuovo mondo pensato, disegnato, prodotto e distribuito come un &#8220;second life&#8221; delle merci</em>, in &#8220;Il Giornale del Design&#8221; (allegato a &#8220;Il Giornale dell&#8217;Architettura&#8221;), 64 (luglio-agosto 2008), p. 23.</p>
<p>9) Celaschi F., <em>Dove c&#8217;è cambiamento c&#8217;è design</em>, in &#8220;Il Giornale del Design&#8221; (allegato a &#8220;Il Giornale dell&#8217;Architettura&#8221;), 65 (settembre 2008), pp. 31-32.</p>
<p>10) Celaschi F., <em>Università La Sapienza. Una nuova Facoltà laboratorio di idee. Intervista ad Antonino Paris</em>, in &#8220;Il Giornale del Design&#8221; (allegato a &#8220;Il Giornale dell&#8217;Architettura&#8221;), 67 (novembre 2008), pp. 25-30.</p>
<p>11) Celaschi F., <em>Soluzioni professionali anti-crisi. Nel paese delle partite Iva è il momento del network. Si moltiplicano nel territorio le forme di collaborazione creativa e professionale</em>, in &#8220;Il Giornale del Design&#8221; (allegato a &#8220;Il Giornale dell&#8217;Architettura&#8221;), 67 (novembre 2008), p. 28.</p>
<p>12) Celaschi F., <em>Mettere il design al centro</em>, in &#8220;Il Giornale del Design&#8221; (allegato a &#8220;Il Giornale dell&#8217;Architettura&#8221;), 68 (dicembre 2008), pp. 23-24.</p>
<p>13) Celaschi F., <em>2008 WDC. Torino, Milano e la questione capitale</em>, in &#8220;Il Giornale del Design&#8221; (allegato a &#8220;Il Giornale dell&#8217;Architettura&#8221;), 70 (febbraio 2009), pp. 17-18.</p>
<p>14) Celaschi F., <em>Il punto/Design. Gossip &amp; formazione</em>, in &#8220;Rapporto Annuale Formazione&#8221; (allegato a &#8220;Il Giornale dell&#8217;Architettura&#8221;), 74 (giugno 2009), pp. 21-22.</p>
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		<title>Le sfide informative</title>
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		<pubDate>Mon, 01 Oct 2007 17:08:47 +0000</pubDate>
		<dc:creator>admin</dc:creator>
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		<category><![CDATA[Giornale del Design]]></category>

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		<description><![CDATA[Il «Giornale del Design» intende offrire ai professionisti del design il luogo di un dibattito attento, aperto e costante. Siamo convinti che lo sviluppo delle professioni del design abbia come esito lo sviluppo del design e di conseguenza un vitale contributo per lo sviluppo culturale ed economico del nostro paese. Ci interessano particolarmente alcuni incroci, [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Il «Giornale del Design» intende offrire ai professionisti del design il luogo di un dibattito attento, aperto e costante. Siamo convinti che lo sviluppo delle professioni del design abbia come esito lo sviluppo del design e di conseguenza un vitale contributo per lo sviluppo culturale ed economico del nostro paese. Ci interessano particolarmente alcuni incroci, e attraverso di essi promettiamo di mantenere vivo il dibattito e informare sugli sviluppi costanti.<br />
<span id="more-188"></span> PROFESSIONI ED ECONOMIA<br />
Intendiamo verificare se la produzione di progetto è diventata, oppure no, anche in Italia, quel «settore produttivo» auspicato dagli studiosi di economia negli anni ottanta. Il progettista è sempre più solo e debole perché, espulso dall’impresa, ne subisce (outsorcing) le condizioni precarie di contrattazione? Oppure sta scomparendo la professione del progettista-artigiano perché, al contrario, si è capito che le redini della produzione del valore non sono più dell’impresa, ma ai sapienti del settore di mezzo, della «mediazione tra mercato e produzione», tra cui il design e la comunicazione (oltre alla distribuzione, ecc.), che di conseguenza si organizzano in forma di impresa e capitali per governare il processo? Quali numeri, quali casi eccellenti, quali tendenze internazionali e locali, stanno segnando questo bivio?<br />
PROFESSIONE E DIRITTO<br />
Esiste un crescendo di relazione tra diritto e professioni del design perché gli obblighi di legge sono l’unico sistema per avviare l’impresa a investire in progetto e in consulenza specialistica (product liability e sicurezza; diritti dei consumatori e assicurazioni; norme di barriera d’ingresso all’esportazione, ecc.)? Oppure è una spontanea e naturale evoluzione dovuta alla maturità del mercato e alla complessità dei beni e dei servizi che assorbono il professionista e che richiedono che progetto e diritto si mescolino con la normalità con i quali si mescolano in architettura e urbanistica? Certamente le professioni di incrocio tra design e diritto sono richieste e l’università pubblica di Israele indica nei profili di crossing interdisciplinare i profili chiave del futuro.<br />
PROFESSIONE E STATO<br />
Stiamo scivolando verso il risorgimento degli strumenti coercitivi legalmente determinati di riconoscimento della professione (leggi «ordini professionali»), oppure dobbiamo sviluppare una coscienza bottom up della certificazione di qualità che parte dalla richiesta di mercato e che si organizza in club e associazioni autocertificate come nel formato inglese?<br />
Questo dibattito possiede ormai dieci anni e non solo non ha trovato una risposta politica certa, ma rappresenta tutt’oggi uno dei dilemmi più aperti tra gli operatori, alternativamente attratti da entrambe le ipotesi di sviluppo, quasi che non fosse importante sceglierne una in particolare, ma sceglierne una comunque e su quella investire nella certezza del futuro. Inoltre la tutela del diritto di autore e d’uso industriale si è evoluta correttamente? Siamo coscienti delle opportunità offerteci come progettisti libero professionisti dalla legislazione vigente? E operando all’estero siamo tutelati?<br />
PROFESSIONE E MERCATO<br />
Come e quanto viene pagato il progetto oggi in Italia? E all’estero? Quali tipologie contrattuali professionalizzano il rapporto e ne rendono possibile lo sviluppo tutelato? Esiste un mercato pubblico, se no: come farlo nascere? Quanto e come vengono pagati i dipendenti e i collaboratori del professionista? Quanto costa esercitare e aprire uno studio professionale in Italia, quali incentivi? Quanti siamo, quanto contiamo?<br />
PROFESSIONE E CULTURA<br />
La cultura del progetto è ancora dei progettisti? È ancora la pratica del rapporto quotidiano tra progettista e impresa a concretizzare di fatto il sapere del settore? Oppure abbiamo assistito ad una scissione tra quotidiano «tecnico consulenziale markettaro» e spinta propulsiva culturale ed eroica dell’innovazione delle idee e delle cose (chiusi nei libri e nella teoria e critica del design)? Quali sono i contemporanei maestri di questa riunificazione? Ci sono? Come lavorano e chi fa loro da committente?<br />
PROFESSIONE E FORMAZIONE<br />
Se gli studi professionali si sgretolano in mille freelance e non costituiscono più la bottega rinascimentale dell’apprendimento continuo; se le imprese estromettono la produzione di progetto; se i neolaureati aprono le loro partite IVA già al terzo anno di studio; se le università non sono pronte a offrire una valida risposta all’aggiornamento continuo dei professionisti. Se tutto questo ci rappresenta quale formazione potrà permetterci di rimanere adeguati a un mercato in cui l’unica certezza è la capacità incredibile di modificarsi velocemente?<br />
Retoriche o pratiche, queste sono alcune tra le più importanti questioni del tempo professionale che stiamo vivendo.<br />
Crediamo che sia doveroso impegnarsi in questo dibattito, offrendo spazio non destinato alla celebrazione delle merci o dei progettisti, ma alla problematizzazione dei processi e degli strumenti, uno spazio aperto e bisognoso di contributi.</p>
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