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L’attività di ricerca di Flaviano Celaschi, da qualche anno, si concentra intorno al tema della cultura di processo all’interno del design.

L’approccio politecnico e le esperienze maturate sul campo lo hanno portato a sviluppare una separazione – strumentale – tra “cultura di prodotto” e “cultura di processo” all’interno del vasto mondo della “cultura di progetto”.

Celaschi ritiene che sia di vitale importanza per il futuro del design e dei benefici che questo può portare al miglioramento della vita dell’uomo e dell’ambiente, la predominanza della cultura di processo su quella di prodotto che, per molti versi, è ormai predominio diffuso di un elevato numero di operatori ai vari livelli della società. Al contrario, molto è ancora necessario elaborare, in termini di pensiero e di metodologie, intorno alla cultura del processo che porta al prodotto.

Pertanto, per Celaschi la strada del progetto passa attraverso la cultura di processo per arrivare a formare profili professionali, strumenti di conoscenza, metodologie applicative, che siano utili passi verso la cultura del prodotto e soprattutto dell’interazione tra consumatore, cittadino e merce contemporanea.

Di seguito sono sintetizzate alcune aree di interesse scientifico e tematiche di ricerca attuali:

MERCEOLOGIA CONTEMPORANEA

La merce, intesa come fondamento della società contemporanea, sta alla base del pensiero di Celaschi, da anni impegnato a ricostruire il percorso che permette ai processi di scambio di mercato di invadere ogni istante e istanza del vivere dell’uomo postmoderno.

Le parole chiave di queste riflessioni sono: merce contemporanea (per differenza dalla merce moderna); scambio di mercato (il luogo e il processo attraverso il quale avvengono le scelte di scambio e si stabiliscono le condizioni dello scambio); desideri e bisogni in progressiva sostituzione ed emancipazione reciproca; valore (inteso come elemento fondativo dello scambio).

Celaschi introduce il termine di “merceologia contemporanea” nel dibattito internazionale nel 2000 con il saggio Il design della forma merce, intendendo definire un’area della cultura del design che indaga la merce e la sua trasformazione-trasformabilità, attingendo dalle scienze umane, dall’arte, dalle tecnologie produttive, dall’economia e dalla gestione. La sintesi più evoluta di questi pensieri e studi si trova invece nel modello del “design mediatore di saperi” (Celaschi, 2008) che prevede, come output, un designer in grado di governare il mix tra significato-valore-forma-funzione.

L’evoluzione della merceologia contemporanea è stata finora studiata da Celaschi con particolare riferimento a tre settori o ambiti produttivi che, in modo autonomo e integrato, contribuiscono ad arricchire le particolarità che il dibattito contemporaneo inserisce nel contrasto tra globalizzazione e cultura locale: il mondo dei beni suntuari o beni di lusso, quello del made in Italy e quello dei beni culturali.

I beni di lusso sono una vasta famiglia di beni che possiedono la qualità più interessante nel riuscire a modificare in modo esponenziale la percezione che il consumatore ha del valore: egli infatti accetta di pagare per queste merci un corrispettivo assolutamente non ancorabile al loro costo di produzione, pur soddisfacendo un bisogno che in sé si presenta come fortemente irrazionale e anomalo.

I beni caratteristici del made in Italy – in particolare, cibo, mezzi di trasporto, abbigliamento e accessori, componenti di arredo – rappresentano un altro fenomeno di cui Celaschi va alla ricerca delle caratteristiche riproducibili. L’interesse è incentrato sui caratteri che questi settori condividono e su cui si ipotizza possano esistere un pensiero e un’azione progettuale determinata.

Infine il lavoro di Celaschi cerca di analizzare un fenomeno complesso come quello dei beni culturali che sta passando, in poco tempo, dall’essere escluso dalla categoria delle merci all’entrarci prepotentemente. Questo perchè, oggi, i beni culturali vivono il prioritario problema della propria fruibilità da parte degli utenti: un percorso che può/deve essere progettato con il contributo del designer. Secondo tale prospettiva, occorre determinare il processo che porta un bene a diventare bene culturale per distillare quegli elementi che possono arrivare a equiparare il bene realizzato dal designer a un vero e proprio bene culturale di fatto.

Lo stato degli studi su questi temi è testimoniato dal saggio collettivo Lusso versus design (Celaschi, Cappellieri, Vasile, 2005) e dagli scritti riportati nel n° 5 della rivista elettronica Design review di Sistema Design Italia.

METAPROGETTO E DESIGN PROCESSES

Per “metaprogetto” Celaschi intende due distinte ma anche intrecciate problematiche.

Intanto è metaprogetto la fase di osservazione della realtà e di sua modellazione in forma sintetica: momenti che anticipano, nel metodo del progetto, la fase di trasformazione della realtà e che contengono lo sforzo del designer di analizzare e conoscere il campo problematico su cui è chiamato a intervenire. Secondo questa definizione, il metaprogetto è la differenza tra un approccio scientifico al progetto e uno autoperformativo di tipo artistico.

Ma metaprogetto è anche la consapevolezza che al designer spetta, da una parte, risolvere progettualmente il problema proposto e, dall’altra, definire il percorso di progetto, adattare e perfezionare la metodologia di analisi e di lavoro e far progredire la cultura del processo che viene adottata. Ogni progetto è infatti inserito in un contesto di risorse, tempi, epoca storica, autorialità, natura e stato del committente, diversi e non ripetibili; pertanto il metodo non può rimanere invariato. Metaprogetto è dunque il riprogetto continuo del metodo di progetto di cui Celaschi propone alcune riflessioni diffuse negli scritti pubblicati tra il 2000 e il 2008. In particolare, questo pensiero si sistematizza nel libro Design e innovazione (Celaschi, Deserti, 2007) e si focalizza intorno al concetto di “design mediatore” nei saggi pubblicati in L’uomo al centro del progetto (a cura di Germak, 2008).

I SISTEMI DEL DESIGN

Celaschi prosegue la visione che Alberto Seassaro desume dal settore delle costruzioni (cfr. Seassaro A., Storia e struttura del settore edilizio in Italia dal dopoguerra a oggi, CLUP, Milano 1979). Si tratta di una visione strutturalista in cui si cerca di descrivere il fenomeno del design in Italia come un “sistema di relazioni” fatto di integrazioni tra componenti, soggetti, ruoli, figure e parti in gioco dai diversi interessi specifici.

Il lavoro di Seassaro, proseguito poi negli anni novanta all’interno del Politecnico di Milano, finisce con il dare luogo, anche fisico e organizzato, al concetto di “Sistema Design Milano” e di “Sistema Design Italia”, intendendo per questi concetti un complesso sistema di relazioni interagenti all’interno del quale, con il concorso articolato e integrato di numerosi soggetti, si raggiunge il risultato voluto.

Questa visione contiene elementi di radicale ribaltamento, anche storiografico, rispetto alla diffusa interpretazione secondo cui il design italiano sia frutto dell’isolata intelligenza critica di alcuni “poeti della matita” o di pochi “capitani d’impresa coraggiosi”. La partecipazione di Celaschi alla nascita e allo sviluppo del progetto corale della Facoltà del Design del Politecnico di Milano, così come del complesso sistema interno e internazionale di relazioni, lo porta progressivamente a formulare un’ipotesi relativa alla scala d’indagine: oggi come oggi è utile e contemporaneo studiare questi problemi attraverso le complesse relazioni tra Paesi emergenti e Paesi industrializzati, all’interno del processo di globalizzazione.

Nasce così progressivamente l’esperienza di Celaschi nei Paesi latini europei e sudamericani: fertile territorio nel quale studiare e sperimentare la complessa relazione tra “Primo Mondo” e “Area BRIC”. In questa dinamica Celaschi promuove e dà avvio alla Rete Latina del Design dei Processi (www.latin-design-process.net), sancita con la “Carta di Torino”, stipulata nel luglio 2008 all’interno delle attività di Torino 2008 World Design Capital, come avvio di un forum permanente tra esperti e centri universitari e imprenditoriali di Paesi latini europei e americani, interessati a sviluppare un “Sistema Design Latino” per la diffusione della cultura di processo.

RELAZIONE TRA ARTE CONTEMPORANEA, ARTIGIANATO E DESIGN

Dei confini rigidi o permeabili tra questi tre sistemi si è sempre nutrita l’innovazione, così come la tradizione. Su questa tematica, Celaschi sta attualmente lavorando in due contesti:

– Il Laboratorio di sintesi finale (a.a. 2010-2011), presso il corso di laurea magistrale in Design del prodotto della Facoltà del Design del Politecnico di Milano (in collaborazione con A. Deserti, E. Baleri, O. Fioravanti, E. Formia).

– Il Comitato scientifico del II Forum internazionale della Rete Latina del Design dei Processi che si è tenuto presso l’Universide de Aveiro (Portogallo) dal 28 al 30 ottobre 2010. Il titolo del contributo di Celaschi è: Advanced design processes in few case studies from contemporary art system.

LA SECONDA VITA DELLE COSE – IL RESETTING

Celaschi indaga intorno al significato contemporaneo del verbo “to RESET”, rispetto alle varie applicazioni in cui si ipotizza abbia assunto una rinnovata centralità. Su questo fronte, Celaschi sta elaborando e conducendo:

– Un saggio dal titolo Resetting, Restarting, Remoulding, nel quale si intende presentare al designer la centralità del tema della “ripartenza” come significativa ricorrenza e stimolo del fare contemporaneo.

– Un progetto di ricerca in collaborazione con l’impresa MANERBA Spa di Mantova, che opera nel campo degli arredi per ufficio, intorno al tema “Office + Retrofit. La seconda vita degli oggetti” (www.officeretrofit.com).

– La relazione alla tesi di laurea magistrale in Design del prodotto di Lorenzo De Rosa sul tema della seconda vita degli oggetti.

LA CRISI DEI PROCESSI DI MEDIAZIONE DEL DESIGN

Nel quadro di un’interpretazione del design come pratica di mediazione tra bisogni e saperi, che ha caratterizzato gli studi di Celaschi negli ultimi anni (si vedano in particolare i saggi pubblicati nel 2008 nel volume L’uomo al centro del progetto), è attuale materia di studio la crisi che questo ruolo sta subendo. In particolare su questo tema Celaschi sta elaborando e partecipando:

– Un saggio di inquadramento dal titolo A cosa serve il design. Il design come mediazione e la sua crisi.

– Alla ricerca MIUR/PRIN 2009 condotta dall’Unità di Ricerca in Design per la valorizzazione dei beni culturali coordinata dal prof. Fulvio Irace (Politecnico di Milano). Nello specifico si affronta la crisi del rapporto tra beni culturali e fruitore e, di conseguenza, le pratiche e le logiche che questa crisi induce nei processi di valorizzazione design driven.

PRINCIPALI PUBBLICAZIONI

1. Celaschi F., Materiali e sistemi industriali per l’edilizia, Maggioli, Rimini 1995

2. Celaschi F., Aree ed edifici industriali dimessi, Maggioli, Rimini 1996

3. Celaschi F., Ciuccarelli P., Seassaro A., Eyewear Design, Il Sole 24 Ore, Milano 1998

4. Celaschi F., Il design della forma merce, Il Sole 24 Ore, Milano 2000

5. Celaschi F., Collina L., Simonelli G., Design for district, Poli.design, Milano 2001

6. Celaschi F., Trocchianesi R., Design & beni culturali, Poli.design, Milano 2004

7. Celaschi F., Cappellieri A., Vasile A., Lusso versus design, Franco Angeli, Milano 2005

8. Celaschi F., Deserti A., Design e innovazione, Carocci, Roma 2007

9. Celaschi F., Il design come mediatore tra bisogni, in Germak C. (a cura di), Uomo al centro del progetto, Umberto Allemandi & C., Torino 2008

10. Celaschi F., Il design come mediatore tra saperi, in Germak C. (a cura di), Uomo al centro del progetto, Umberto Allemandi & C., Torino 2008

11. Celaschi F., Atto culturale e design. Progetto e valorizzazione dei beni culturali, in Parente M., Lupo E. (a cura di), Il Sistema Design Italia per la valorizzazione dei beni culturali, Poli.design, Milano 2009

12. Celaschi F., De Marco A., Staszowski E., Galisai R., Casoni G., Sharing skills in design driven innovation processes, in “Strategic Design Research Journal”, Vol. 2, N. 1, gennaio 2009, pp. 24-36

13. Celaschi F., Formia E., Design cultures as models of biodiversity: process design as agent of innovation and intercultural relations, in “Strategic Design Research Journal”, Vol. 3, N. 1, gennaio 2010, pp. 1-6

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