Posts Tagged ‘design cultural heritage’

Atto culturale e design

Celaschi F., Atto culturale e design. Progetto e valorizzazione dei beni culturali, in Lupo E., Perente M., Il Sistema Design Italia per la valorizzazione dei beni culturali, Poli.Design, Milano 2009, pp. 14-15.

ISBN 9788895651095

Il testo introduce il volume che raccoglie gli esiti e gli sviluppi successivi della ricerca “d.Cult: il design per la valorizzazione dei beni culturali. Strategie, strumenti e metodologie di progetto”, cofinanziata dal MIUR nel biennio 2004/2006, che ha rappresentato l’avvio di una riflessione tra le sedi di Genova, Milano (Politecnico e Univ. Statale), Torino, Roma, Napoli e Palermo sul rapporto tra design e patrimoni culturali.

Tecnologia e valore

Celaschi F., Tecnologia e valore. La fruizione contemporanea dei beni culturali, in Faroldi E., Teoria e progetto. Declinazioni e confronti tecnologici, Umberto Allemandi & C., Torino 2009, pp. 41-51.

ISBN 978-88-422-1783-1

Inserito nel volume Tecnologia e valore, in cui è presentata una lettura interdisciplinare della tecnologia, accompagnata da una riflessione sul valore che l’innovazione tecnica può assumere all’interno del dibattito architettonico, il saggio illustra in che modo figure come l’architetto, il tecnologo, ma soprattutto il designer possano attuare azioni mirate alla valorizzazione dei beni culturali. Leggi il resto… »

Innovare la fruizione

Celaschi F., Innovare la fruizione. Un cammino metodologico per la valorizzazione dei beni culturali attraverso la cultura del design e della comunicazione, in Bozzola M. (a cura di), d.CULT Piemonte. Il design per i beni culturali e ambientali, Lybra Immagine, Milano 2009, pp. 8-23.

ISBN 88-8223-090-6

Lingua: ITALIANO/INGLESE

È possibile definire l’esistenza del “design dei beni culturali”? Questa ipotesi, di recente proposizione, è legata alla necessità di considerare i beni culturali come capitale da immettere all’interno di un processo di produzione del valore secondo logiche non completamente dissimili da altri settori produttivi. Occorre pertanto riferirsi a un giovane settore produttivo organizzato che si chiama “industria culturale”. Leggi il resto… »

Fondamenti del Piano di Marketing dell’Oltrepò Mantovano

Celaschi F., Fondamenti del Piano di Marketing dell’Oltrepò Mantovano, in Casoni G., Fanzini D., Trocchianesi R. (a cura di), Progetti per lo sviluppo del territorio. Marketing strategico dell’Oltrepò Mantovano, Maggioli, Rimini 2008, pp. 30-37.

ISBN 978-88387-4266-9

In questo saggio si ripercorrono i concetti costitutivi del progetto di costruzione e rappresentazione dell’identità dell’Oltrepò di Mantova, area di 27 comuni che, attraverso un piano realizzato tra il 2005 e il 2007, si è data una rinnovata immagine e un sistema di azioni coordinate per lo sviluppo territoriale e la valorizzazione del patrimonio culturale.

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Il momento del fattore tempo

Celaschi F., Il momento del fattore tempo. Valorizzare i beni culturali agendo sulla dimensione temporale della fruizione, in “GUD Design_08”, 8 (ottobre 2007), pp. 14-17.

ISSN 1720-075x

Lingua: ITALIANO/INGLESE

Il contributo, che compare nel numero monografico della rivista intitolato “Il design per i beni culturali: dal vincolo alla fruizione”, pone l’accento sul rapporto tra fattore temporale e valorizzazione del bene culturale, introducendo l’idea di “bene culturale vivente”.

I laboratori di progetto

Celaschi F., Laboratori di progetto come luoghi di esperienza umana, in Cristallo V., Guida E., Morone A., Parente M., Design, territorio e patrimonio culturale, CLEAN, Napoli 2006, pp. 18-21.

ISBN 88-8497-010-5

Con i testi di Vincenzo Cristallo, Alfonso Morone, Marina Parente, Giorgio Nista, Giuliano Simonelli, Beatrice Villari, Paola Gambaro, Maria Benedetta Spadolini, il contributo introduce il volume Design, territorio e patrimonio culturale, in cui sono raccolti i contributi delle edizioni 2003, 2004 e 2005 del Wd (Workshop design), il cui focus è stato l’osservazione del fenomeno dei beni culturali. Leggi il resto… »

Design & beni culturali

Celaschi F., Trocchianesi R. (a cura di), Design & beni culturali. La cultura del progetto nella valorizzazione del bene culturale, Poli.design, Milano 2004.

ISBN 88-879-8147-7

Oggi i beni culturali vivono il prioritario problema della propria fruibilità da parte degli utenti: un percorso che può/deve essere progettato con il contributo del designer.

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Atto culturale e design

L’INDUSTRIA CULTURALE E IL DESIGN

L’accostamento ai Beni Culturali (BC) del termine e delle pratiche legate al design è un fatto di recentissima conquista. Esso deve la sua altrettanto giovane fortuna alla diffusa consapevolezza che il nostro paese, oltre ad essere un territorio indiscutibilmente denso di “risorse” di questa natura, è anche un luogo fortemente bisognoso di attivare una, perlomeno rinnovata, sensibilità fruitiva delle medesime.
L’interesse del design nella direzione dei BC è legato alla necessità di considerarli come capitale da immettere all’interno di un processo di produzione del valore secondo logiche non completamente dissimili da altri settori produttivi (risorse minerarie attraverso la coltivazione delle cave, risorse intellettuali attraverso la pratica del diritto d’autore e del brevetto, risorse ambientali attraverso procedimenti di bonifica e salvaguardia, ecc.).
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Il processo di formazione del piano di MKTG dell’Oltrepo mantovano

I processi di mediazione tra territorio e fruitore contemporaneo
Il mondo è cambiato rapidamente, mio padre è stato istruito, si è messo a lavorare, si è sposato ed ha fatto famiglia, è invecchiato fino a oltre 70 anni ed è morto nel raggio di 40 km da dove era nato. Un territorio che aveva imparato a conoscere bene già dai racconti di suo padre, che pur se emigrato per tre anni in america aveva sostanzialmente vissuto tutta la sua vita nel medesimo paese, un paese che era diventato interessante più o meno di colpo solamente durante gli sfollamenti forzati che portavano gli abitanti delle città a rifugiarsi in campagna.
Per il resto questo territorio non aveva il problema di comunicare se stesso. Chi vi abitava lo conosceva nei minimi dettagli, ed ogni risorsa di cui viveva proveniva praticamente da quel luogo; chi non vi abitava difficilmente era nella necessità di esserne attratto.
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